Maestro nel pianificare un suono narrativo eppure astratto grazie ai sintetizzatori modulari, Robert Aiki Aubrey Lowe (già Lichens) torna con un nuovo disco debitore verso la lezione di compositori contemporanei come Ligeti, Penderecki e Schönberg, ma anche coerente con la sua produzione musicale passata
tellKujira: La Lucha es un Poema Colectivo
"La lucha" è nelle voci rubate alle proteste di piazza che a volte emergono dai solchi di questo disco, mentre la musica disegna paesaggi in continuo mutamento in bilico tra silenzio, contesto e moto a luogo. Si mescolano i linguaggi - ambient, industrial, jazz, avant-contemporanea, musica da camera - per sviluppare una narrazione non per forza coerente e coesa, ma proprio per questo affascinante...
Bill Orcutt: Music in Continuous Motion
Più che brani canonici, le composizioni strumentali di Bill Orcutt sono una pulsazione nervosa e inaspettata che riprende il lessico dei padri del minimalismo filtrandolo attraverso l'amplificatore e gli effetti della chitarra elettrica. Non c'è un inizio né una fine nel loro percorso, cosicché il paesaggio sonoro rimane sempre sospeso, quasi fosse una fotografia scattata dalle sovraincisioni e...
Vic Bang: Oda
Un intricato mosaico composto da suoni acustici ed elettronici rielaborati col fine di creare un soundscape contemplativo e a suo modo armonico: "Oda" di Vic Bang, prima di essere un disco, è una idea musicale precisa e unitaria, in cui ogni dettaglio strumentale entra in strettissima relazione con l'altro per dar vita a una successione di ritmi, divagazioni esotiche, vaghe reminiscenze di suoni...
Tristan Perich & James McVinnie: Infinity Gradient
Una sinfonia per organo e 100 altoparlanti, in audio a 1 bit: "Infinity Gradient" è un’opera piuttosto insolita, ma riesce pienamente a trasmettere la sua vicinanza alla tradizione sonora del minimalismo di artisti come Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass e, infine, a suonare affascinante. A scrivere i brani è Tristan Perich, a suonare l'organo James McVinnie, e il risultato è una musica che...
Claire Rousay: A Little Death
«Buona parte del disco documenta il mio spazio vitale. Mi piace stare da sola. Mi piace viaggiare da sola, in tour. Mi piace stare a casa da sola. [...] Non sono una persona antisociale, sono solo abbastanza solitaria»: è con queste parole che Claire Rousay si presenta in un'intervista pubblicata sul magazine britannico The Wire, e certamente la sua musica riflette nel modo migliore la...
Alister Spence: Within Without
Alister Spence riprende il concetto di piano preparato reso celebre da compositori come John Cage e ne dà una versione personale. In questo caso è il Fender Rhodes a fare da mattatore, esplorato non solo nei suoni canonici - minimali, isolazionisti, spesso circolari - ma anche nello scheletro interno, nelle diramazioni strutturali dello strumento e nelle possibilità espressive mediate dagli...
Lucrecia Dalt: A Danger To Ourselves
In un disco co-prodotto dalla stessa Dalt, da David Sylvian e da Juana Molina, Alex Lazaro (responsabile anche dei drum loops) e Camille Mandoki, Lucrecia Dalt riesce a sintetizzare un songwriting che guadagna una sorta di "classicismo" sui generis. Sembra di ascoltare una Laurie Anderson latina con la stessa ruvida e affascinate essenzialità della Fiona Apple di "The Idler Wheel...", calata in...
Chris Jonas: Backwardsupwardsky
Registrato nell'arco di due anni e con tre formazioni diverse - di cui una con base a Bologna - "Backwardsupwardsky" di Chris Jonas raccoglie in 14 brani un jazz surrealista e libero di spaziare tra le tonalità. La musica di Jonas non è solo una questione di scrittura - o di improvvisazione - ma anche di scelte timbriche che disorientano e di un'alternanza tra vuoti e pieni minimale ma capace di...
Anla Courtis ja Lehtisalo: 1972
Se è vero che la copertina di "1972" sembra rappresentare una metropoli seriale fatta di circuiti e microprocessori, è vero anche che il nuovo album di Anla Courtis e Jussi Lehtisalo è in realtà molto meno compartimentato e prevedibile dell'immagine che vorrebbe rappresentarlo. Le otto tracce in scaletta palpitano su un droning-industrial-noise inquietante come le mutazioni del neonato di...
Penelope Trappes: A Requiem
Come una Enya prestata all'avant-ambient, Penelope Trappes racchiude in "A Requiem" voci fantasmatiche che dialogano tra loro, dando vita a un suono talvolta asettico, talvolta violento e urticante grazie a escursioni dinamiche improvvise e all'apporto strumentale di violoncello, synth ed elettronica. Più che semplice musica, una scenografia perfetta per i sogni e gli incubi dell'artista di...
Jacob Kirkegaard: Snowblind
La storia di Salomon August Andrée, avventuriero svedese partito in mongolfiera nel 1897 per il Polo Nord e mai ritornato, diventa nelle mani di Jacob Kirkegaard una dark ambient senza vie di fuga, profonda e glaciale, in bilico tra lentezze marziali e inesorabili crescendo. Una ricostruzione geografica, climatica ed emotiva esemplare in forma di musica