L'Inferno dei Boards Of Canada è una apocalisse di synth analogici e macchine elettroniche che fa della determinazione e della non circolarità delle strutture musicali gli elementi centrali di tutto il discorso. Lo scenario tematico è inquietante (vedi alla voce religione, tecnologia, occulto, cosmologia e molto altro), lo svolgimento è prevalentemente lento e ipnotico, le timbriche suggeriscono...
Carla Dal Forno: Confession
Carla Dal Forno riesce ad essere lo-fi nelle scelte strumentali ma chirugica nella resa finale dei brani. Nel suo - come vogliamo definirlo? - dream-post-punk-wave-indie c'è spazio solo per l'essenzialità (un basso, un beat minimale a cui è incollata la voce eterea della padrona di casa, qualche synth pressoché decorativo), eppure il senso profondo della musica sta proprio in quei bozzetti sonori...
tellKujira: La Lucha es un Poema Colectivo
"La lucha" è nelle voci rubate alle proteste di piazza che a volte emergono dai solchi di questo disco, mentre la musica disegna paesaggi in continuo mutamento in bilico tra silenzio, contesto e moto a luogo. Si mescolano i linguaggi - ambient, industrial, jazz, avant-contemporanea, musica da camera - per sviluppare una narrazione non per forza coerente e coesa, ma proprio per questo affascinante...
Bill Orcutt: Music in Continuous Motion
Più che brani canonici, le composizioni strumentali di Bill Orcutt sono una pulsazione nervosa e inaspettata che riprende il lessico dei padri del minimalismo filtrandolo attraverso l'amplificatore e gli effetti della chitarra elettrica. Non c'è un inizio né una fine nel loro percorso, cosicché il paesaggio sonoro rimane sempre sospeso, quasi fosse una fotografia scattata dalle sovraincisioni e...
Vic Bang: Oda
Un intricato mosaico composto da suoni acustici ed elettronici rielaborati col fine di creare un soundscape contemplativo e a suo modo armonico: "Oda" di Vic Bang, prima di essere un disco, è una idea musicale precisa e unitaria, in cui ogni dettaglio strumentale entra in strettissima relazione con l'altro per dar vita a una successione di ritmi, divagazioni esotiche, vaghe reminiscenze di suoni...
Flavio Giurato: Il Console Generale
È una metrica per l'anima, quella di Flavio Giurato. Uno stream of consciousness scritto in prima persona singolare che abbina parole lucidissime a temi importanti (i movimenti migratori in "Caravan", i ricordi di un bambino passato per i campi di concentramento tedeschi in "Tahiti Tamurè", la vita dei carcerati in "La prossima liberazione", ad esempio) e capace di creare immagini toccanti e...
Bono / Burattini: Ora sono un lago
"Ora sono un lago" amplifica e sviluppa ulteriormente gli esperimenti timbrici del disco d'esordio di Francesca Bono (Ofeliadorme) e Vittoria Burattini (Massimo Volume), "Suono in un tempo trasfigurato", facendoli confluire in una musica mesmerica parente stretta di certe cadenze krautrock ma al tempo stesso non troppo lontana dai territori della Italian Occult Psychedelia. I dieci brani in...
Tristan Perich & James McVinnie: Infinity Gradient
Una sinfonia per organo e 100 altoparlanti, in audio a 1 bit: "Infinity Gradient" è un’opera piuttosto insolita, ma riesce pienamente a trasmettere la sua vicinanza alla tradizione sonora del minimalismo di artisti come Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass e, infine, a suonare affascinante. A scrivere i brani è Tristan Perich, a suonare l'organo James McVinnie, e il risultato è una musica che...
Claire Rousay: A Little Death
«Buona parte del disco documenta il mio spazio vitale. Mi piace stare da sola. Mi piace viaggiare da sola, in tour. Mi piace stare a casa da sola. [...] Non sono una persona antisociale, sono solo abbastanza solitaria»: è con queste parole che Claire Rousay si presenta in un'intervista pubblicata sul magazine britannico The Wire, e certamente la sua musica riflette nel modo migliore la...
Alister Spence: Within Without
Alister Spence riprende il concetto di piano preparato reso celebre da compositori come John Cage e ne dà una versione personale. In questo caso è il Fender Rhodes a fare da mattatore, esplorato non solo nei suoni canonici - minimali, isolazionisti, spesso circolari - ma anche nello scheletro interno, nelle diramazioni strutturali dello strumento e nelle possibilità espressive mediate dagli...
Sanam: Sametou Sawtan
C'è l'intensità granitica degli Swans in questo terzo disco dei Sanam pubblicato da Constellation, mescolata a una musica che prende a piene mani dalla poesia araba e dalla tradizione libanese per arrivare fino al krautrock tedesco. La band di Beirut dà vita a un'opera corale, persino sperimentale in certi frangenti, in cui elettronica, strumentazione etnica e atmosfere sciamaniche si fondono per...
Lucrecia Dalt: A Danger To Ourselves
In un disco co-prodotto dalla stessa Dalt, da David Sylvian e da Juana Molina, Alex Lazaro (responsabile anche dei drum loops) e Camille Mandoki, Lucrecia Dalt riesce a sintetizzare un songwriting che guadagna una sorta di "classicismo" sui generis. Sembra di ascoltare una Laurie Anderson latina con la stessa ruvida e affascinate essenzialità della Fiona Apple di "The Idler Wheel...", calata in...